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L’email marketing per albergatori non funziona

L’email marketing, è uno dei mezzi più potenti che un albergatore ha a sua disposizione per diventare il “media” di se stesso. Un albergatore ha nelle proprie mani, e da anni, informazioni, dati, abitudini dei propri clienti che un normale “marketer” si sognerebbe di avere. Prima ancora dei social, di google, e della lotta con le Ota, negli hotel abbiamo avuto un tesoro prezioso ma quanti di voi hanno davvero saputo sfruttarlo?

Come già spiegato qui, gran parte delle mie conoscenze in ambito di web marketing derivano dall’essere un soggetto passivo del marketing, ovvero chi lo subisce. Ho mandato la mia prima campagna di mail in hotel nel 2008. Come piace tanto agli albergatori, una settimana prima per quella dopo, ( perchè mica riusciamo a guardare il planning un pò più lungo) inventandomi un modo quando ancora non conoscevo il sistema.

Io ricevo, come molti, ogni mattina almeno 20 newsletter, tra divulgativo e commerciale, tanto che ho un account dedicato. Le leggo tutte? Ovviamente no, anche perchè la newsletter NON SI LEGGE, come pensiamo noi.

L’email commerciale, come anche quella divulgativa, hanno uno scopo; la CALL TO ACTION, ovvero farmi fare un’azione, che sia un acquisto o la visita ad un sito.

Per questo l’email è fatta da titoli, descrizioni di foto (le immagini vanno scaricate, soprattutto da mobile, appare solo il testo alternativo) e “richiamo all’azione”, guardate Groupon.

Ma già formulare una news letter di successo, non è una cosa da ragazzi. Facciamo un passo indietro. L’email marketing per albergatori non funziona, perchè non avete un database di indirizzi email.

A chi  mandarle quindi? Compro i date base di email di dubbia provenienza?

Ora immaginate che per un preventivo un cliente ha cercato la località, ha letto le recensioni, si è convinto e vi ha inviato una mail, quanti sforzi ha fatto e ne avete fatti voi per farlo arrivare fino a voi?

Se la prenotazione non va a buon fine, che fine fa quell’indirizzo? Cartella “preventivi non confermati” o  meglio ancora non avete cartelle quindi rimane in posta in arrivo o va direttamente nel cestino?

Facendola breve, l’email marketing funziona sei voi costruite e disponete di date base profilati di persone che vi hanno contatto, e ovviamente di chi è vostro ospite.

Immaginate quante email ricevete ogni giorno? Iniziate a copiare in rubrica i nomi con tutti i contatti e a creare delle liste di distribuzione. Quello che suggerisco io, se non avete un gestionale, booking engine, o altri sistemi è  creare un semplice file excel.

Inserite in colonne separate, titolo, nome, cognome, periodo della richiesta, solo preventivo, periodo di prenotazione, confermata, business, famiglie etc…

Successivamente nel vostro semplice foglio di lavoro inserendo i filtri potrete individuare che tipo di offerta lanciare e a che tipo di utenza inviarla perchè sapete il suo bisogno. Vi sembra poco?

Mettiamo che io ricevo a maggio una richiesta di una famiglia per agosto, in quel mese andrò a vedere quali nomi mi hanno inviato una richiesta non confermata, con famiglia per agosto, e invierò un’offerta speciale, così posso farlo per gli abituali, per chi non ha confermato etc..

Per preparare una mail (in cui ci devono essere il link verso il sito, in cui dovrebbe essere presente la stessa offerta) al massimo ci impiegate mezz’ora, per l’invio due minuti, e rischiate di prendere delle prenotazioni!

Ma non solo con i clienti, anche con i fornitori! Perchè non sfruttare questa carta e inviare le promo anche ai vostri fornitori?

Il tipo di email marketing a cui mi riferisco in questo caso è quello puramente commerciale, leggermente differente dalla newsletter periodica.

Considerate anche sempre la tempistica, se inviate offerte, anche quando profilate, ci sono dei tempi tecnici dall’invio all’eventuale conferma che, a mio avviso, prevedono un anticipo di almeno 3 settimane.

Ricordate di far firmare il famigerato “foglio della privacy” lavorandoci sin dal check in non solo come una mera “pratica burocratica italiana”, ma invitando i clienti a sottoscrivere  la parte relativa all’invio di materiale commerciale, facendo leva sul tipo di servizio su misura che intende offrire.

articolo di Simona Ciccalè

3 commenti su “L’email marketing per albergatori non funziona”

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