Geolocalizzazione per hotel.


Una mattina di qualche mese fa, controllo il ranking della struttura su booking.com, di norma eravamo alla 40/50 posizione.

Quel giorno eravamo al primo posto. Prendo un caffè, faccio log out e rientro nell’extranet, la struttura era al primo posto, miracolo? No, booking.com aveva cambiato la località dell’hotel.

Ho chiamato la proprietà, cercato di muovere mari e monti, ma niente, la risposta di booking era che loro si basano sulle coordinate geosatellitari, per cui la località in cui era presente la struttura, era quella che loro avevano deciso.Geolocalizzazione

Se avete una struttura in una piccola località, per ora, non ve ne siete accorti, ma chiedetelo a chi sta a Roma, a Perugia o a Milano. Senza nessun tipo di preavviso, booking.com ha modificato la località degli hotel, inserendo nomi di frazioni come nel mio caso, che i proprietari neanche conoscevano, nonostante la struttura avesse un’indirizzo registrato nella località principale.

Immaginate in termini di visibilità, nell’utilizzo di booking.com come meta search engine, questo cosa comporta?

In una prima fase, gli hotel sono scomparsi dalla ricerca, per località più famosa, tradotto, diminuzione delle prenotazioni. La prima lezione da imparare, è quella di non delegare alle Ota grossa fetta del nostro fatturato. La loro logica è quella di offrire un servizio impeccabile user oriented, ovvero per il prenotante e non per il prenotato cioè l’hotel.

Perchè booking.com ha fatto questo?

Come dicevo anche qui, ha studiato il comportamento dei suoi clienti e cercato di offrire un servizio sempre migliore.

I turisti, sopratutto per le grandi città, e sopratutto quelli italiani, (anche se non ho dati che lo confermano, ho sempre il mio sesto senso) scrivevano sempre più recensioni negative relative alla distanza dagli hotel che avevano prenotato dalla destinazione a cui erano interessati. Le variabili principali su cui si basa la scelta infatti, sono sempre la reputazione e il prezzo.

Inoltre il trend della ricerca online si sta spostando sulla #geolocalizzazione, ovvero sulla ricerca per posizione dei contenuti.

 

 

Oggi nel mondo la ricerca sul web avviene per lo più tramite dispositivi mobili, smartphone, tablet, ipad etc..

Io sono a Modena, cerco un ristorante, inserisco la mia posizione su google maps, su here di nokia, sul tom tom e quant’altro, e cerco cosa c’è intorno. Così funziona per la ricerca di strutture turistico- ricettivo, il turista affida la sua ricerca al web, non conoscendo la località.

Se io devo andare a Roma, perchè ho un meeting, o voglio visitare la mostra, non effettuo più solo la ricerca su “hotel roma”, ma vado su maps, cerco il luogo di interesse, e vedo cosa trovo intorno, o meglio ancora vedo chi si fa vedere intorno.

Cosa trovo intorno? 

Profili di google plus/local ben gestiti, hotel con siti ottimizzati per la versione mobile, che mi permettano una buona navigazione e soprattutto di prenotare senza impazzire né consumare troppi dati, profili social di strutture presenti, su foursquare & Co etc…

Capite quanto è importante la geolocalizzazione?

Come si traduce questo per un hotel? 

– Avere un sito in versione mobile, ovvero  una versione che si adatta ad uno schermo più piccolo, con un layout grafico più funzionale.

– Curare la pagina di google plus e local, per ora ci vuole tanta pazienza, ma iniziate a farlo.

– Inserire la vostra località in ogni contenuto che postate sui social network.

Per non so quanto tempo, la scorsa estate una mia foto dell’hotel su Facebook con dei clienti, è stata l’unica foto nella pagina della località in cui era l’hotel.

Anche Facebook, ora sta lanciando un servizio che si chiama Nearby, ovvero la possibilità di visualizzare sulla mappa gli amici che sono vicini alla nostra posizione. L’aveva fatto anche Google con il servizio Latitude, poi sospeso, in cui era possibile vedere i profili di tutti i nostri amici presenti intorno a noi.

Rimane ancora qualche lato oscuro sulla scelta di booking.com, dato che sembra che strutture di note catene seppur fuori dal centro, siano inserite con località principale, ma sono purtroppo dinamiche contro le quali i piccoli albergatori non possono fare granchè.

Quindi da oggi iniziate a pensare in “geolocal” , fatelo voi per prima, prima che qualcuno lo faccio al posto vostro.

A voi è successo? Cosa ne pensate? Ditemi la vostra, il web è condivisione!

 

 


Informazioni su Simona Ciccalè

Dal 2008 opera attivamente nel settore dell'hotellerie, prima come responsabile marketing e commerciale, poi come consulente e formatore in web marketing, revenue management e gestione aziendale per albergatori. Dal 2015 collabora con l'azienda Talent Garden come start up manager per lo sviluppo nazionale ed internazionale del network di coworking più grande d'Europa.

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